L’onestà morale, questa sconosciuta


La chiave per capire molte cose degli ultimi giorni è in questo articolo di Gabriele Romagnoli; pezzo di colore ma prima ancora (riuscito) tentativo di riportare sul terreno del concreto una discussione che da domenica vola ormai nell’ideologia e forse anche nell’ecumenismo, a giudicare dall’immaginina “L’amore vince sull’odio” con il Cavaliere in posa agiografica diffusa ieri dal Pdl.

Romagnoli, per chi non avesse il tempo di leggerlo, racconta la genesi del “pazzo” Tartaglia: un ragazzo squilibrato, perché inconcludente e incapace di accettare il fallimento, con evidenti fragilità. Un ragazzo che come molti altri trova se stesso (e perde se stesso) sulla Rete, dove può assumere infinite identità, cercare amicizie che nella vita vera non gli riescono, plasmarsi come non è. Finché non incontra una giovine di belle speranze, che inizia a martellare di richieste; quando questa si fa sfuggente, lui si presenta fisicamente davanti a lei, e lei, spaventata, gli intima di scomparire. A lui non restano che i social network ai quali lei è iscritta per spiarne la vita; su uno di questi scopre la passione della donzella per il Cavaliere. Di lì, probabilmente, la vendetta contro chi era riuscito in quello in cui lui aveva fallito: attirarne le attenzioni e la stima.

Che la ricostruzione di Romagnoli, immagino documentata con la consueta serietà, sia corretta o meno, un merito evidente ce l’ha: sgomberare il campo dalla tesi dell’odio politico brandita a più mani come strumento di consenso, di sovvertimento del reale e molto altro ancora.

I dati sono pochi ed estremamente chiari: Tartaglia non era un ideologizzato, non apparteneva a un movimento, era instabile di mente. Il suo gesto non ha nulla a che vedere con quelli che 40 anni fa aprirono gli anni di Piombo o li animarono; nulla in lui, nel suo percorso di vita, nelle sue motivazioni ha qualcosa a che vedere con lo scontro di ideologie che segnò quell’epoca. Questo lo hanno chiarito da subito gli investigatori: perché allora continuare a ricamarci sopra? La risposta che mi viene in mente, abbastanza semplice, è che conviene: il clima incandescente e il pericolo terrorista sono strumentalizzazioni fatte e finite. Siccome non ho la pretesa di avere la risposta giusta, ammetto che possa non essere così; resta il fatto che, date le premesse, l’odio politico è chiamato in causa in modo inopportuno, quale che ne sia la ragione.

Una sola cosa riporta a quell’epoca: la difficoltà di molti (come all’epoca dell’assassinio Calabresi o dei primi episodi di terrorismo) di condannare senza appello la violenza. Un errore esiziale. Strizzare l’occhio a questi comportamenti è pericoloso, perché abbassa le difese immunitarie che vanno erette contro l’accettazione di qualsiasi violenza.

Condannare con fermezza la violenza non significa però essere buonisti, o sottacere il ruolo cruciale di buona parte della destra pidiellina nel creare il clima incandescente che molto spaventa. Il Presidente Napolitano ieri ha invitato tutti a darsi una calmata e a recuperare toni civili; Cicchitto aveva appena finito di applaudirlo quando ha accusato Repubblica di essere la mano che ha armato l’aggressore del premier. E, giusto per distendere gli animi, quando Antonio Di Pietro ha preso la parola in Parlamento, il Pdl è uscito dall’aula.

Due esempi potrebbero essere sufficienti, ma basta sfogliare a caso qualsiasi quotidiano degli ultimi mesi per leggere dichiarazioni che sanno essere aggressive quasi quanto la statuetta del Duomo sbattuta in faccia a Berlusconi; tanto per fare un breve excursus: quel “coglioni” rivolto da Berlusconi alla metà degli italiani che non votano per lui; “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana detto ai magistrati (sempre il Premier); “sinistra di merda” che deve “morire” (ministro Brunetta); Bossi e i suoi “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, con la minaccia di “oliare i kalashnikov”, di usare “fucili e mitra, per concludere in stile western “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”.

C’è bisogno di aggiungere altro?

Per concludere, se per caso non pensassi che il Pdl sta cercando di stumentalizzare la situazione, questa dichiarazione di Cicchitto (sempre lui, sic), ieri mi ha chiarito le cose: “L’episodio dimostra la necessità di intervenire sulla giustizia: l’uso politico della giustizia è stato il cancro responsabile della fine della Prima Repubblica”.

Non le mazzette, non Mario Chiesa colto in flagrante, non Craxi scappato ad Hammamet per la vergogna (e per non fare la galera), non i puff di Poggiolini farciti di banconote. No. Figuriamoci.

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    #1 by Belinde on December 16, 2009 - 18:35

    Il tuo punto di vista – come del resto quello di Romagnoli – ha un unico, enorme difetto: è ragionevole. Questo, da un lato, implica che chiunque affronti la questione con gli strumenti della logica arriverà a conclusioni analoghe alle tue; dall’altro, però, solo chi abbia la capacità (o meglio, la volontà) di un ragionamento logico arriverà a pensarla come te.

    La logica è uno strumento meraviglioso, ma come ogni strumento va oliata spesso, e va usata altrettanto spesso per non disimpararne l’uso. Il deteriorarsi, nel corso degli anni, dell’informazione in Italia ha portato proprio a questo: un telegiornale non da più notizie, ma interpretazioni di notizie, e questo porta l’ascoltatore ad annuire senza attività cerebrale interposta; se all’ascoltatore venissero forniti i soli dati sarebbe costretto a ragionare per comprenderli, sarebbe costretto a capire il mondo in cui si muove. Invece no. E bada che questa trappola è presente e armata in tutte le testate (video)giornalistiche. Forse ne sono esclusi giusto Leggo e Metro, non facessero cacare e fossero qualcosa di più di una reimpaginazione di Google News.

    Sono pessimista, Gea, come non lo sono da anni. Tutte le porcate che stanno venendo presentate in questi giorni passeranno, perché le giuste fonti affermano che sono reazioni logiche a fatti terribili. A poco potranno i vari Gilioli che ripetono che non c’è nesso tra causa e risposta, perché sono letti soltanto da chi quella verità già la comprende; e gli altri non ci si avvicineranno nemmeno, perché gli hanno detto che in Internet c’è il babau. Non servirà installare filtri: l’italiano medio si fida sulla parola.

    Ieri, in un gesto futile, mi sono cancellato da tutti i gruppi di facebook contro il berlusca; non servono a nulla, e mi daranno solo dei problemi nel ventennio a venire. Ammesso e non concesso che duri solo vent’anni.

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    #2 by gea on December 17, 2009 - 11:27

    C’è qualcosa di vero in quello che dici, ma credo che alla fine ti sfugga il punto.
    Il problema non è l’interpretazione associata ai fatti: fosse solo per quello, uno potrebbe sentire molte campane e asciugare le diverse versioni fino a rimanere coi fatti in mano. Un po’ laboriso forse, ma possibile.
    Il problema, ben ben più grave, è che la gente non si informa. Ma tu la guardi la Tv? ecco, so già che la risposta è no e anche io la guardo poco o niente. Però i Tg a volte li vedo. Ma tu lo sai che se smettessi di leggere giornali e siti web e me ne stessi solo della Tv – cioè, quello che fa il 90% degli italiani – la mia visione del mondo sarebbe totalmente stravolta?
    Cioè i TG dipingono un paese, un mondo che non esiste: prova a cronometrare la durata dei servizi, e segnati la loro scansione. Cinque minuti di politici che urlano contro i magistrati, 7 di cronaca nera, 3 di cronaca rosa/bianca, cenone, il mio amico fido, consigli per i regali, l’esodo per le feste, il controesodo, il gran caldo, il gran freddo, la prima sciata dell’anno, l’ultimo bagno dell’estate, il caro lettini, attenzione le lampade abbronzanti fanno male.
    Nel frattempo, votano Finanziarie, tagliano i fondi alla ricerca, mandano della gente in guerra, vogliono mettere paletti a Internet e varie ed eventuali.
    E tu sei lì che pensi al salmone affumicato per il cenone…

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    #3 by Luca Sognatore on December 17, 2009 - 18:00

    Il concetto è che non ti devi preoccupare: l’economia, la finanza, la diplomazia, la ricerca, sono tutte cose tremendamente complicate. Devi stare tranquilla, si occupano loro di tutto. Tu pensa solo a divertiti. E vedrai che magari Studio Aperto stasera ti convincerà che ti conviene prendere un volo low cost per comprarti un trancio di salmone fresco in Norvegia. Perché queste sono le cose importanti della vita: fare bella figura con gli amici al cenone di Natale.

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    #4 by Frank on December 19, 2009 - 10:40

    Innanzituto complimenti per il tuo novo vestiario. molto bello .
    eccetto la lettura dei commenti che ti diro ( grigio su bianco) mi è difficile.
    Comunque vengo al punto. Hai perfettamente ragione. Brava. Ora però ti riporto all’episodio di quel nero ( lo chiamo cosi’ perche non mi ricordo se si chiamava baba o raba simile comunque mi ricordo che ne era nata una delle nostre solite polemiche) ucciso a milano per dei biscotti da due pregiudicati.
    Ti ricordi? Qualcuno, pure tu mi aveva parlato di “clima” xenofobo che fomentava tipi cosi….
    Ora se gentilmente mi spieghi che differenza c’è tra clima xenofobo instaurato dal governo e clima da piazza loreto fomentato dai vari Di pietro & Co. contro BB mafioso puttaniere ladro etc.. sinceramente mi fai una cortesia.

    Vedi come sempre io ammetto candidamente che BB è un politico di basso profilo ma un grande Mass mediologo. Qualcuno pensa addirittura che sia tutta una finta…. lo sai che balena anche a me l’idea? Tutte le volte che sento certi vittimismi ( quello del nero, quello di bb etc.) mi viene da pensare ad un fantastico film sul neo nazismo “the believer” . Geniale. Li ho scoperto che se vuoi smetterla di avere tra i coglioni qualcuno, se lo vuoi eliminare, o meglio se lo vuoi delegittimare in ogni sua protesta lo devi AMARE. E anche qui silvio è AVANTI.
    Mi spiace Gea ma tu non apprezzi l’arguzia. Tartaglia è un tesserato del PDL… e voi non lo avete capito.
    Al di là delle battute tutto quello che sta accadendo è assolutamente normale, e come sempre mi spiace anche doverlo ammettere SIlvio è baciato dalla sorte. Per una ragione precisa. Con questo episodio diventa ancora piu forte, recupera terreno per il caso D’addario e lo fa in un momento cruciale, ante regionali. E’ il caso di dire che è effettivamente divino. Poteva morire, sta bene. Poteva crollare fino a 2 mesi fa, ed ora è piu forte di prima. Silvio power. Vedi questa è l’ennesima prova che quello che ho sempre detto è vero. Non hai il tempo di fargliene una e lui ne ha già fatte 100. Arrendetevi.

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    #5 by gea on December 21, 2009 - 11:05

    Caro frank, apprezzo eccome l’arguzia e per una volta credo di essere quasi in toto d’accordo con te.
    La capacità mediatici di berlusconi, il suo essere prima di tutto e prima di tutti uomo di comunicazione e di immagine, con un’abilità senza precedenti, non è affatto in discussione. Così come non è affatto in discussione lo spostamento di voti (da un lato Santo Silvio, dall’altro il castigatore Tonino) prodotto dall’episodio.
    La cosa su cui non concordo affatto è invece il paragone con il caso di Abbà, il ragazzo ammazzato l’anno scorso. Io allora avevo parlato di crescere della tensione e delle pulsioni xenofobe, un giudizio che mi pare peraltro corroborato dai fatti; siamo stati mesi a parlare di immigrazione, violenze dei rom, loro pericolosità: vuoi dirmi da quanto non ne senti parlare, ora che i processi del premier sono tornati in auge? Com’è che adesso l’unica emergenza nazionale è la giustizia mentre allora sembrava che gli immigrati fossero il problema dei problemi?
    Probabilmente non lo erano come ora non lo è la giustizia: sono entrambe questioni che vanno affrontate con serietà e non sull’onda delle necessità elettorale o del rischio processuale.
    Non ci vuole La Palisse per vedere la strumentalizzazione.
    P. S. Concordo anche sul fatto che la lettura dei commenti sia poco agevole; cerco di intervenire sul colore carattere, non è semplicissimo perché sono tutt’altro che smanettona.

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    #6 by Chicco on December 21, 2009 - 11:21

    Eh si caro Frank…mi hai proprio letto nel pensiero…
    L’odio cieco per un nemico va bene nelle lotte senza esclusioni di colpi. Su un terreno difficile come il “dibattito” politico italiano i metodi ortodossi sono da abbandonare a priori.
    Berlusconi pare imbattibile…pare? E’ un super boss di fine livello, ma che dico è un super boss finale di quelli che devi cambiare diecimilalire, fumarti un pacchetto di siga, e creare una coda imprecante di giocatori indemoniati estanchi di vederti giocare, ma quando lo sconfiggi hai la salgiochi ai tuoi piedi. Insomma ti ci vuole un pomeriggio intero…e da esperto di coin up io ti dico, per buttare giu una bestia del genere ci vogliono: metodo, costanza, applicazione, disciplina, attenzione, intelligenza, tante siga, ma soprattutto tanti tanti soldi (un po più di diecimilalire.

    E una cosa ci vuole…un sano disinteresse. Non bisogna odiare il tuo nemico/avversario altrimenti l’odio ti porta a fare il suo interesse perchè, parole e invettive contro giudici giornalisti e visa discorrendo a parte, tutte le accuse mossegli contro (puttane, processi, mafia) con un abile mossa di judo e qualche molare scheggiato, si sono ritorte contro chi le aveva portate.
    Per Frank, il periodo è stato scelto bene, ma non è la vigilia delle regionali, è la vigilia di natale…la storia dell’aggressione è “caduta” nel periodo giuto, e al posto di gesù bambino nel presepe, molti ci metteranno silvietto in fasce fasciato.
    Next step. Dopo essersi liberato dall’odio, bisogna incominciare a pensare positivo…guardiamolo con un occhio critico obiettivo…cazzo questo è un fenomeno…ma uno di quelli che se ne vedono pochi.
    Il disprezzo dell’avversario deriva da una sua scarsda considerazione, dal pensiero che si è migliori di lui, ma tutto ciò non è vero, perchè lui vince ed è meglio. Il nemico/avversario deve essere rispettato, e se hai a che fare con un malfattore tanto meglio…rispettalo, sconfiggilo e sarai un eroe. Il sottovalutare uno come berlusconi porta al perdere di vista i suoi meriti politici che piacciono tanto ai suoi elettori e che gli consentono di vincere.
    Terzo. Se vuoi vincere una guerra devi avere dei buoni generali (uomini). E i generali degli avversari di berlusconi sono scarsi, per usare un eufemismo. Berlusconi, che se ne dica, è un vincente. E per battare un vincente ci vogliono dei vincenti. Io di vincenti ne vedo veramente pochi. L’unico che per il rotto della cuffia era riuscito a batterlo (Prodi) – una vittoria di Pirro- l’hanno trombato. Ma non solo il leader deve essere un vincente ma tutti i suoi più stretti collaboratori. Berlusconi a parte il PDL è fatto di lacchè (lega a parte), per batterlo non devi schierare un squadra di perdenti conclamati, vecchi bacucchi, poltronari, e chi più ne ha più ne metta…devi metterci gente giovane, con verve e fame di vincere, intelliogente ma al tempo stesso cattiva come l’aglio…insomma a sinistra tabula rasa…
    Queste poche considerazioni che potrebbero essere spunto per una discussione dalla quale ne emergerebbero altre e altre ancora sono state messe giù in dieci minuti da uno che berlusconi non lo odia semplicemente per il fatto perchè è troppo facile odiarlo…anche perchè sono troppo buono e poi anche perchè a natale tutti sono più buoni…anche Berlusconi.

    Merry Silvio a tutti.

  7. avatar

    #7 by gea on December 21, 2009 - 11:46

    Caro Chicco,
    concordo anche con parte dei tuoi ragionamenti (pochezza della sinistra, charme di Berlusconi, servilismo dei suoi ecc). Quello che non mi torna è che nel tuo gioco di vincenti e perdenti, nell’eterno agonismo che ha sostituito la dialettica, con in più l’ultima variante del “celodurismo” di bossiana foggia, si perde l’essenza, e cioè che la politica è anche morale, etica, guida.
    Anche, e soprattutto.
    Le accuse al premier su squillo, minorenne, corruzioni eccetera (una lista che fa sinceramente rabbrividire) non sono legate al supposto odio politico, ma (anche) a un giudizio morale che spesso coincide con un profilo di supposta illegalità. La questione morale di berlinguer per me non è superata, ma è anzi più attuale che mai.
    E questo al di là dello scontro tra destra e sinistra, ma più in grande coem rifiuto a considerare la politica come un qualcosa in cui per battere il caimano devi schierare dei cattivi, dei duri veri.
    Il Paese non è una sala giochi, e l’immagine di Silvio Martire è un drammatico regalo sotto Natale.

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    #8 by Chicco on December 21, 2009 - 13:42

    Mah…mi sembra che parliamo di due cose diverse…tu parli come un dirigente di un partito, io cerco di vedere le cose con gli occhi di un elettore indeciso.
    Io cerco di pensare come battere berlusconi partendo dai fatti, te di prepararti ad un esame di storia contemporanea o di filosofia della morale politica (materia che penso non esista neppure).
    Chiediti perchè la sinistra non vinca…o per dirla come la pensate voi che berlusconi vinca e faccia carne di porco nel paese.
    Un ultimo consiglio…pensa positivo non in negativo, bisogna cercare di vincere non di far perdere qualcuno.

  9. avatar

    #9 by momo on December 21, 2009 - 17:16

    Italiani!
    Elettori!
    Inquilini!
    Coinquilini!
    Casiliani!
    Quando sarete chiamati alle urne, per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: Antonio La Trippa.

    Italiano! Vota Antonio La Trippa!
    Italiano! Vota La Trippa!

  10. avatar

    #10 by Frank on December 21, 2009 - 17:17

    Mamma mia, caro Chicco sei saggio come sempre e il paragone da coin op…. geniale. Inutile dire Gea che sul punto sei a perdere.
    Per non parlare che la “questione morale di berlinguer” non la caca più nessuno a sinistra…figuriamoci a destra.
    Ribadisco il concetto che il Sir ha espresso con dignita e precisione. Pensate e parlate da elettori e non da politicanti.
    Berlusconi e il suo governo fanno lo scudo? Bene la risposta non è sei un mafioso ma “questa è una stronzata, ti servono 15 miliardi di Euro? bene noi sappiamo dove sono.” Peccato che una risposta cos’ non sia mai uscita da nessuno . Ecco perchè silvio vince.
    Macchiavelli. IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI “per il
    principe silvio”

  11. avatar

    #11 by gea on December 21, 2009 - 17:21

    sai frank qual è il punto?
    che per me non è una sfida. Tu sembri godere nel dirmi “sei destinata a perdere”; io non soffro della competizione, soffro dello squallore morale e umano.
    la differenza non è poca.

  12. avatar

    #12 by Frank on December 21, 2009 - 17:23

    comunque la strumentalizzazione c’era anche prima anche perche in italia c’è il tormentone di turno. si è parlato 1 mese delle troie di BB, moda passata. si è parlato un mese di immigrazione moda passata. Normale direi. Perchè prima non ti sei posta il problema che parlare delle scopate del premier e non delle sue riforme fosse una strumentalizzazione per non parlare ( forse perche chi le citava non aveva piani politici e legislativi alternativi) di cosa preoccupa veramente il paese. Cerchiamo di essere onesti. L’italia è un paese da gossip. Vale sia pro che contro Berlusconi.

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    #13 by gea on December 21, 2009 - 17:27

    silvio vince anche per una magnifica dose di ignoranza sapientemente coltivata con i suoi mezzucci; perché sai, a ben guardare, i soldi dello scudo fiscali dove vanno a finire? la gente crede nei propri asili nido, poi finisce con lo scoprire che ci mettono la prima pietra di un inutile ponte fatto per dare lustro al Paese – un po’ tipo fascisti su Marte.
    senza porsi – sempre perché la questione morale fa cacare (eppure non era uno dei cavalli di battaglia anche della destra sociale?) – la noiosa domanda sull’insegnamento che si trae da un provvedimento simile.
    no ma vabeh, figuriamoci, pensare che l’evasione sia reato è roba da smidollati.
    dall’altra parte quando il premier dice che lui le tasse non le vorrebbe pagare cosa ti aspetti da quelli cui dovrebbe servire da esempio?

  14. avatar

    #14 by momo on December 22, 2009 - 01:29

    VOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIOVOTAANTONIO

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    #15 by momo on December 22, 2009 - 01:33

    Gea, so che non sei una smanettona, pero ho trovato un cosiddetto “bug” nella tua impaginazione.. non spezza le parole se intere superano il campo del commentoITALIANI!
    Ragazzi, andatevi a rivedere quel film… Li c’e a mio modo di vedere la chiave di lettura del fenomeno B

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    #16 by Luca Sognatore on December 22, 2009 - 11:41

    Bello scambio. Due punti di vista: quello degli elettori (Frank e Chicco) e quello dei politici (Gea).

    Mi permetto di riassumere brevemente. Agli elettori italiani non interessa la moralità (o la legalità) in chi governa a patto che lo faccia bene. Ai politici (quelli degni di questo nome) non interessa governare se devono venire a patti con la loro coscienza. Chi ha ragione?

    Secondo me entrambi.

    Ma il problema in Italia è che Berlusconi non ha dalla sua né la morale né il buon governo. E il paese non se ne accorge. Perché è distratto da polemiche strumentali presentate come la madre di tutte le battaglie. Ma anche dal Grande Fratello. O da Amici. Dall’illusione della pubblicità che ti dice che puoi permetterti tutto pagando “in comode rate mensili”. E dalle lotterie, la cui vincita è già di per se sufficiente a farti stare meglio da non rendere nemmeno necessario ritirare il premio.

    Questa è l’Italia di oggi. E se non si cambia partendo dal basso, sarà l’Italia anche dei prossimi decenni.

  17. avatar

    #17 by gea on December 22, 2009 - 13:20

    Un sunto perfetto Luca.
    Peccato non ci sia soluzione.

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    #18 by Chicco on December 22, 2009 - 13:58

    Più che elettore io sono un osservatore…
    Cerco di immedesimarsi nell’elettore…
    Una cosa mi sono dimenticato…Gea parli come un politico d’annata…o forse andato…la politica, specchio della società, è cambiata. Fare politica parlando di “questione morale” o di “compromesso storico” o di altri concetti dai nomi suggestivi ma vetusti non si va da nessuna parte…al massimo puoi guadagnarti una cattedra di Storia contemporanea, ma la gente queste cose non le capisce…e se si vuole battere berlusconi bisogna reinventare il linguaggio politico…
    Permettetemi un’ultima considerazione…concordo con quanto detto da Luca sui nuovi vettori di “valori” e penso che il decadimento della società italiana sia in larga parte consequenziale al propinamento di quelle porcherie al cittadino, in quanto non credo alla storia della domanda di mercato in quanto non offrendo nessun’alternativa ci si becca quello che passa il convento. Però penso che il permissivismo, l’eccessivo garantismo, il liberalismo più sfrenato, siano dei figli degeneri del 68…io la butto li così…e tu Gea lo sai cosa penso del 68…non tutto è da buttare, anzi è stato un periodo necessario e fondamentale ma da li è partita la deriva che ci ha portato a situazioni paradossali come quelle che si vedono nelle aule di giustizia. Dopo il 68 si ha avuto paura di dire di no in tutto…

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    #19 by Frank on December 22, 2009 - 17:42

    Il 68 è stato la rovina dell’italia poi peggio fu il compromesso storico.
    Tanto per precisare io non voto da 10 anni alle politiche.
    quindi non parlo da elettore ma da commerciale.
    Vince chi ti toglie l’ici, abbassa le tasse e fa andare le cose un po’ meglio .
    Quando dicono che brunetta è un pirla a me vien da pensare che sia un genio.
    Ha parlato alla pancia dell’italiano medio come ME. io sono medio.
    Io lavoro, credo che lo stato sprechi e prenda di piu di quanto da. E oggi è arrivato uno che mi dice che hop ragione e che è pure al governo…
    La verità sono i fatti, oltre alle mille leggi personali che NON nego il governo ha fatto, magari poco ma ha fatto. Oltre a tante stronzate che non nego io ho visto cose buone.
    ecco la differenza: prima non ho visto UN CAZZO…

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